Birrificio Artigianale BioNoc’ – Passione trentina tra tradizione e sperimentazione
Nato nel 2012 dall’idea di due amici, Fabio Simoni e Nicola Simion, il Birrificio Artigianale BioNoc’ ha puntato sin dall’inizio a promuovere la cultura della birra artigianale con un’offerta radicalmente differente rispetto alla produzione industriale: birre autentiche, creative e di alta qualità.
Dalle prime fermentazioni casalinghe alla produzione professionale
La passione è scoppiata nel 2006, in un garage dove Fabio e Nicola, armati di pentole e tanta curiosità, hanno iniziato a sperimentare le prime cotte casalinghe. Quei primi tentativi sono diventati il trampolino di lancio verso una crescita che oggi li vede riconosciuti come eccellenza nazionale del settore.
Viaggi, confronti con birrai italiani e internazionali, formazione continua: è così che le ricette di BioNoc’ si sono evolute in un catalogo variegato, con decine di birre in gamma e una forte vocazione verso la sperimentazione.
Sorgente dell’innovazione: le birre a fermentazione spontanea
Tra i progetti più innovativi del birrificio c’è senz’altro quello delle birre a fermentazione spontanea, maturate in botti di legno, senza controllo di lieviti, secondo un processo ispirato ai lambic belgi. Un’esperienza coraggiosa che è diventata la firma di BioNoc’: una linea che ha ricevuto costanti applausi sia in Italia che all’estero.
Riconoscimenti nazionali e internazionali
BioNoc’ ha conquistato numerosi premi prestigiosi nel corso degli anni. Tra i più significativi:
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Birra dell’Anno di Rimini: la Albicoppe, birra acida con frutta, ha vinto l’oro per quattro anni consecutivi, affermandosi come la migliore in Italia nella categoria.
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Negli ultimi concorsi 2025, il birrificio ha ottenuto due premi: tra cui una medaglia di bronzo con una birra a fermentazione spontanea .
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Trionfi anche all’European Beer Challenge di Barcellona, con cinque medaglie (due ori compresi), e affermazioni a Norimberga e Rimini.
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A livello regionale, nel Beer Tasting Trentino, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, incluse medaglie d’oro per stili tedeschi e acidi.
Identità locale e sostenibilità ambientale
Il legame con il territorio è profondo: BioNoc’ coltiva i propri luppoli in Val di Primiero, usa acqua di montagna pura e pratica la produzione biologica ed ecosostenibile. L’attenzione all’ambiente si riflette anche nella “Botique de la Bot”, la barricaia dove maturano in legno le birre acide – tra cui l’iconica Impombera, realizzata con lamponi locali e oro nel concorso di Rimini.
Un’équipe giovane, formazione e artigianalità
Oltre ai fondatori, il birrificio si avvale della creatività di Nicola Coppe, specialista delle birre acide, e di giovani come Michele Loss, premio medaglia d’oro per stile tedesco chiaro, esempio di trasferimento di competenze. Un team snello ma motivato, che produce circa 90.000 bottiglie l’anno, supportato anche da una società agricola associata che coltiva cereali nelle valli vicine.
Conclusione
Dal garage amatoriale del 2006 ai podi internazionali, il percorso di BioNoc’ è la storia di un sogno che si realizza grazie a passione, ricerca, legame con il territorio e spirito artigianale. Tra birre acide pluripremiate, luppoleti biologici e progetti innovativi, il birrificio incarna il fermento di un settore in crescita, mantenendo salde radici locali e aspirazioni globali.
