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Continua il nostro viaggio tra i luoghi simbolo dell’archeologia mediterranea. Dopo aver esplorato l’antica Mozia in Sicilia insieme al prof. Lorenzo Nigro, oggi ci spostiamo verso una delle città più antiche del mondo: Gerico, in Palestina. È qui che l’Università di Roma La Sapienza, sotto la direzione proprio del prof. Nigro, conduce da anni una delle più affascinanti campagne di scavo del Vicino Oriente antico.

Il sito di Gerico, noto anche come Tell es-Sultan, rappresenta una stratificazione unica di storia, cultura e civiltà. Secondo molti studiosi, Gerico è – insieme a Damasco – una delle prime città della storia dell’umanità. Il sito ha restituito tracce di frequentazione umana già in epoca epipaleolitica (18.000–12.500 a.C.), a cui si aggiungono reperti appartenenti alla cultura natufiana (12.000–10.500 a.C.) e importanti testimonianze di insediamenti neolitici preceramici (8.000–7.200 a.C.), tra cui le celebri torri e mura circolari in pietra.

Nel corso del Bronzo Medio, tra il 1700 e il 1550 a.C., Gerico divenne un centro urbano canaaneo fiorente, con una struttura politica e militare avanzata. In questo periodo si svilupparono anche le prime caste aristocratiche guerriere come i Maryannu, collegati all’introduzione dei carri da guerra e all’influenza del regno di Mitanni.

Il sito è celebre anche per il suo legame con la tradizione biblica: secondo il Libro di Giosuè, Gerico fu la prima città conquistata dagli Ebrei dopo l’Esodo, crollata miracolosamente sotto il suono delle trombe. Tuttavia, la maggior parte degli archeologi oggi ritiene che la città non fosse abitata al tempo indicato nei testi sacri, basandosi sull’assenza di livelli di occupazione databili al XIII secolo a.C., epoca presunta dell’evento.

Gerico fu inglobata nel Regno di Israele e poi nel Regno di Giuda, subendo una lunga serie di dominazioni: assira, neo-babilonese (con la conquista di Nabucodonosor II nel 587 a.C.), persiana (con Ciro il Grande), ellenistica (a seguito della conquista di Alessandro Magno), e romana, come parte della provincia della Giudea.

Nel VII secolo, con la conquista araba, Gerico passò sotto il dominio degli Omayyadi. Il califfo Hisham ibn ‘Abd al-Malik commissionò nella zona uno dei più imponenti palazzi del primo Islam: il Palazzo di Hisham, con moschee, terme e splendidi mosaici geometrici. Il palazzo fu in parte distrutto da un terremoto nel 747, ma oggi rappresenta una delle mete archeologiche più visitate dell’area, e testimonia la continuità storica della città nei millenni.

Il lavoro del team de La Sapienza, guidato dal prof. Lorenzo Nigro, non si limita solo agli scavi: comprende anche conservazione, studio e valorizzazione di un sito che è Patrimonio dell’Umanità in potenza, e che ogni anno ci restituisce nuovi tasselli per ricostruire la nascita e l’evoluzione della civiltà urbana.

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