In una giornata d’autunno siamo stati invitati a scoprire un festival indipendente ospitato nella sede di Bolognina (BO), dove è stato proiettato anche il cortometraggio Eramnesia di Martina Bigoni.
Il film racconta la storia di Violante, una giovane donna intrappolata in una casa di carta, simbolo di una quotidianità fragile, attraversata da confusione e smarrimento. Per dare forma alle sue emozioni, Violante si rifugia nell’arte, costruendo con essa una realtà alternativa, nutrita dai suoi sogni più intimi. Il suo desiderio è ritrovare un mondo perduto, di cui conserva solo pochi oggetti: un vecchio abito, un paio di scarpe rosse, alcuni libri e delle videocassette. Ma improvvisamente tutto cambia: il mondo di carta si sgretola e la sua casa viene trasportata altrove.
Eramnesia è una favola visiva in tre capitoli, che racconta il percorso interiore della protagonista: dal senso di prigionia iniziale, attraverso una fase di ricerca e ricomposizione, fino alla riconquista di una realtà dimenticata. Un viaggio simbolico e profondo, che riflette la trasformazione dell’identità e la potenza evocativa della memoria.
