L’Alta Valle del Mis, situata tra la provincia di Belluno e quella di Trento, è oggi meta di escursioni naturalistiche e percorsi di scoperta. Ma fino a pochi decenni fa era un’area profondamente trasformata dallo sfruttamento minerario, che ha lasciato tracce visibili nei paesaggi, nei ruderi e nelle gallerie tuttora segnalate.
Le miniere di Vallalta, nate ufficialmente nel 1740, sorgevano lungo l’affluente torrente Pezzea e furono tra le più importanti in Europa per lo sfruttamento del cinabro, da cui si ricavava il mercurio. Nel periodo tra il 1860 e il 1879, grazie alla Società Veneta Montanistica e alla realizzazione della galleria O’Connor, la zona impiegò oltre un centinaio di lavoratori e raggiunse la sesta posizione continentale per produzione. Il prezioso minerale veniva trasportato a piedi fino a Murano per l’utilizzo nel vetro, nella farmaceutica o nella strumentazione scientifica.
L’attività continuò con alterne vicende fino al 1962-1963, quando un tragico incidente durante un’allagamento sotterraneo uccise tre persone, ponendo fine all’estrazione. L’intera valle fu poi soggetta a trasformazioni profonde: la realizzazione della diga del lago del Mis (1957‑1962) sommerse interi paesi come Gena Bassa, mentre l’alluvione disastrosa del 1966 causò l’abbandono definitivo di molte località, fra cui il borgo di California.
Oggi, l’Alta Valle del Mis è compresa nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, riconosciuto Patrimonio Naturale UNESCO. Il suo aspetto attuale preserva una natura selvaggia e romantica, tra i boschi del parco, il lago del Mis dalle acque smeraldine e le strette gallerie della SP2 che attraversano le montagne tra Sospirolo e Sagron Mis.
Lungo l’arco di territorio che un tempo ospitava laboratori, osterie, “forni fusori” e villaggi minerari, oggi troviamo ancora alcuni borghi fantasma, segnati da cartelli informativi che raccontano l’industrializzazione storica. È in questa cornice che si svolgono itinerari tematici e visite guidate, con la collaborazione di enti locali e del Gruppo Speleologico CAI Feltre, che nel 2023 ha rilanciato un docu-film dedicato alle miniere dell’alta valle.
È importante NON entrare nelle gallerie: sono instabili, spesso allagate, e presentano gravi rischi strutturali e di sicurezza. È assolutamente vietato accedervi: visitatori e appassionati dovrebbero limitarsi a osservarle, fotografarle o filmarle solo dall’esterno, in aree segnalate e sicure.
