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L’Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan è un’associazione culturale nata nel 2004 con lo scopo di sostenere e valorizzare l’identità storica della popolazione ladina presente nei territori di Colle Santa Lucia, Cortina d’Ampezzo e Livinallongo del Col di Lana. A promuoverne la fondazione sono stati proprio i tre Comuni insieme alle rispettive Unioni Ladine, che ne sono soci fondatori.

L’Istituto lavora in sinergia con le principali realtà culturali dell’area ladina, impegnandosi nella tutela e nella promozione della lingua, della storia, della cultura, della toponomastica e delle tradizioni del popolo ladino. Un popolo antichissimo, custode di un patrimonio linguistico e culturale unico nel cuore delle Dolomiti.

Tra le sue funzioni principali, l’Istitut Cesa de Jan opera anche come organismo esecutivo per l’attuazione di progetti finanziati nell’ambito della Legge 15 dicembre 1999, n. 482, dedicata alla tutela delle minoranze linguistiche storiche italiane. In virtù di questa missione, l’Istituto è riconosciuto ufficialmente dalla Provincia di Belluno — insieme all’Istituto Ladin de la Dolomites di Borca di Cadore — come ente provinciale di riferimento per la valorizzazione della cultura ladina.

I Ladini rappresentano una minoranza linguistica storica distribuita in cinque valli principali: Gardena, Badia, Fassa, Livinallongo–Colle Santa Lucia e Cortina d’Ampezzo. Questi territori si estendono su tre province: Bolzano (Val Badia e Val Gardena), Trento (Val di Fassa) e Belluno (Fodom, Col e Ampezzo).

La lingua ladina, di origine molto antica, nasce da una stratificazione storica del latino volgare sulle lingue preesistenti, evolvendosi in varietà locali distinte da valle a valle. Le tre principali aree linguistiche ladine riconosciute oggi sono: quella friulana, quella romancia (nel cantone svizzero dei Grigioni) e quella dolomitica, identificata anche come ladino sellano. È proprio quest’ultima la varietà di riferimento per l’Istitut Cesa de Jan, che si occupa della sua conservazione e promozione nelle aree orientali delle Dolomiti. In particolare, le parlate di Colle e Livinallongo mostrano affinità linguistiche, mentre quella di Cortina d’Ampezzo — detta ladino ampezzano — presenta caratteristiche peculiari che la distinguono dalle altre.


Le Miniere del Fursil

Tra le testimonianze più significative del passato storico ed economico del territorio vi sono le Miniere del Fursil, situate alle pendici del Monte Pore, nel comune di Colle Santa Lucia. Questo complesso minerario, attivo per diversi secoli, è stato un fulcro di attività estrattiva legata alla siderite manganesifera, un minerale particolarmente ricercato per il suo elevato contenuto di manganese (4–5%).

Grazie alle sue proprietà, la siderite del Fursil era ideale per produrre ferro di alta qualità, utilizzato in particolare nella fabbricazione di armi bianche (spade, pugnali, lance). Durante i secoli di attività, il giacimento divenne una risorsa di primo piano non solo per l’economia locale, ma per un sistema industriale e commerciale che si estendeva da Bressanone a Belluno, fino a raggiungere il mercato europeo.

Le miniere si trovavano in una zona di confine particolarmente strategica: il Principato Vescovile di Bressanone, al limitare della Repubblica di Venezia. Una posizione che rese l’area oggetto di dispute e interessi politici, ma anche di scambi culturali e tecnologici, capaci di proiettare questo territorio montano, apparentemente periferico, al centro delle dinamiche economiche dell’epoca.

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